Ciao a tutti, sono una semplice ragazza di 22 anni. Vivo in Sardegna e non la scambierei con niente al mondo! Studio (ci provo) psicologia a Cagliari. La mia più grande passione è la musica, da sempre compagna di viaggi e avventure. Spero che troviate di vostro gradimento il blog e che possa essere per tutti uno strumento per una costruttiva e intelligente comunicazione. Un caro saluto, Marcella

CHI SONO

Blogger: martik
Nome: Marce

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Visite

Ho AvUtO iL pIaCeRe Di RiCeVeRe *loading* ViSiTe. Grazie

domenica, 13 maggio 2007

1 anno, 7 mesi, 3 giorni... per sempre come se fosse ieri

Una vita senza i genitori che hai amato non ha senso.
Una vita senza un padre che è la TUA vita, non è una vita.
Soprattutto se non riesci ancora a capire il perchè, a fartene una ragione, ad accettare...
La mia vita, ha perso tutto il suo significato più profondo e ora mi ritrovo a cercare di capire qual'è il senso e qual'è il fine. Quando è iniziata e quando finirà. Mi ritrovo immersa in un contesto spazio-temporale che non sento, non mi appartiene. Mi scivola tutto ed io, nemica del tempo, spero che passi il più presto possibile. Nessuna gioia, nessun interesse. Tanto pessimismo.
Salti tu, salto io.
Muori tu, muoio io.
Voglio morire.

PoStAtO dA: martik alle 01:30 | link | commenti (18)
riflessioni, babbo, smarrimenti e deliri

sabato, 25 febbraio 2006



Ciao Ticca, se sapessi di avere una minima possibilità di diventare come sei stato tu, firmerei adesso per andarmene prima del dovuto, come è successo a te e vivrei questi ultimi trent'anni come li hai vissuti tu. Qualcuno ha detto che molte persone anche se vivono 100 anni non guadagnano la stima e il rispetto degli altri che invece tu hai avuto nella metà del tempo. Ogni notte, quando son sola in camera e guardo la tua foto accanto al letto, mi tornano in mente mille cose, ricordi. Spesso piango. Mi sto quasi abituando a ridere il giorno e piangere la notte. Mi manchi ba. Sei l'unica persona di cui avrei avuto bisogno o con cui avrei voluto parlare. Imparo a sentirti vicino a me perchè so che è così, solamente non ho imparato ancora ad ascoltare e perciò è difficile per quello. A volte mi sembra di dimenticarti e mi sento in colpa; quando il tuo ricordo sbiadisce e non lo sento più vivo; spero siano impressioni.
Tu stammi sempre vicino, spero di rincontrarti.
Marce

PoStAtO dA: martik alle 14:52 | link | commenti (21)
babbo

mercoledì, 08 febbraio 2006

E' quasi mezzanotte e mezza. Come è mio solito non riesco ancora a dormire. Ho guardato "Ballarò" e una parte di "Porta a Porta", cercando sempre di capire di più e imparare qualcosa di nuovo; piano piano. Dopo qualche minuto però, senza pensare a niente, sono cominciate a venirmi giù alcune lacrime di nostalgia. Ogni tanto capita anche a me, che fingo di essere forte. Mi manca mio padre. Pensavo che proprio adesso che la mia mente sta crescendo e quindi potevo avere un rapporto più pari con lui, proprio adesso che potevamo parlare, discutere e guardarci insieme la tv, scambiando perchè no qualche parere su questa strana politica, proprio adesso mi viene portato via. Adesso che si cominciavano a condividere le cose vere, il senso della vita, il motivo per cui sei al mondo, mi viene portato via.
Ascolto “Babbu Meu” di Piero Marras.
Non so come mi sento, forse cerco di non volerlo sapere.
Penso anche che tanti sono nella mia situazione, non sono nè la prima nè purtroppo sarò l'ultima, ma non riesco a sentirmi egoista parlando così. Ogni persona vive il suo dolore in modo proprio e per ogni persona è unico ed è sempre una prima volta.. Perciò anche io ho bisogno di parlarne. Non dimentico però quanti padri muoiono-non dico a oriente ma semplicemente a est...cazzo anche a sud! del nostro bel paese- e a quanto sono dimenticate migliaia di persone nel loro dolore di vivere quotidianamente tragedie di cui neanche un giornale ci parla e per cui nessuno muove un dito-almeno per fare del bene- Sento che il mio dolore non è diverso dal loro. Mi sento persa e non son sola. Ho questa fortuna. C'è la spalla di un amico quando la testa non si regge. E ci sono le sue parole che cercano di riempire questo vuoto. Ma loro, che son soli e, soprattutto, dimenticati dal resto del mondo, come possono vivere, sapendo che per loro è scomparso un pezzo di vita e per noi solamente un numero, che poi non conta?!
Ciao 'Ba, a presto, Marce

PoStAtO dA: martik alle 01:01 | link | commenti (13)
babbo

mercoledì, 01 febbraio 2006

Portato via
come un ostaggio rapito per sempre
pochi hanno capito che qualcosa
accadeva troppo in fretta
Forse neppure tu
che con la luce di speranza negli occhi
hai umiliato il dolore che
non ti ha tolto la dignità disumana di uomo
sino all'ultimo respiro.
Tante le lacrime, tante, infinite ed eterne
le mani strette, gli sguardi persi.
Le macchine si muovono ancora
ma qualcosa è cambiato.
Come possono gli amici continuare a parlare
se tu non ci sei e il tempo scorrere se
non ha te per esistere?
Solo una foto accanto a me, non parla,
ma sento dal giorno una mano sulla spalla
Quante cose ancora da fare insieme
viaggiare, conoscerci, parlare

                                                                          Marcella

                                                                          11/01/2006  00:10

PoStAtO dA: martik alle 13:35 | link | commenti (4)
poesia, babbo