Ciao a tutti, sono una semplice ragazza di 22 anni. Vivo in Sardegna e non la scambierei con niente al mondo! Studio (ci provo) psicologia a Cagliari. La mia più grande passione è la musica, da sempre compagna di viaggi e avventure. Spero che troviate di vostro gradimento il blog e che possa essere per tutti uno strumento per una costruttiva e intelligente comunicazione. Un caro saluto, Marcella

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sabato, 28 luglio 2007

METTETE FUOCO ALLE VOSTRE CASE,
NON ALLA NOSTRA TERRA!
BASTARDI!

Nuoro, Luglio 2007

Post-incendioDSCF5817DSCF5820miracolosamente questo distributore di benzina (e GPL!!!) pur circondato dalle fiamme non ha preso fuoco...
DSCF5824se notate alla fine della collina ci son già le case della città.
2 quartieri sono stati evacuati
nella zona industriale sono andati in fiamme una decina di capannoni


Ovviamente, fiamme anche a Bitti, Siniscola, Arzana ecc...
Decine di ovili bruciati, pastori disperati che vedevano il proprio bestiame scappare incendiato, molti hanno rischiato la vita per liberare le bestie, ma i danni son stati irriparabili. Il lavoro di una vita andato in fumo, ciò di cui campano e campiamo, andato in fumo.

COMPLIMENTI!!!

PoStAtO dA: martik alle 13:46 | link | commenti (5)
riflessioni, sardegna, attualità, denuncia

domenica, 22 luglio 2007


PER UN PO' BASTA CON LE CRITICHE...


Ecco come procede la mia estate...

DSC00124DSC00142DSC00187

Quest'ultimo, salvato dalle grinfie del mio Nash che l'ha preso al volo.
Purtroppo salvato solo per un giorno, ma quel giorno di vita in più, glie l'ho donato io.

PoStAtO dA: martik alle 22:44 | link | commenti (10)
varie, sardegna

Dal blog del mio caro amico REALE, Robi: pianoeforte.splinder.com/

URGENTISSIMO
stanotte mi è arrivato un sms che parla di un bambino di 17 mesi affetto da una forma di leucemia.
è richiesto del sangue gruppo 0+.
il messaggio parla di un policlinico ma non dice quale.
ho fatto una ricerca in internet e il prefisso telefonico risale alla provincia di BARI.
ho cercato di contattare la famiglia attraverso il numero di telefono ma non ci sono riuscito.
Il bambino si chiama Riccardo Capaccioli e il numero di telefono è

0805593304

cercherò di contattare ancora la famiglia ma, nel dubbio chiedo di far girare questo messaggio il più possibile, grazie
 

PoStAtO dA: martik alle 14:07 | link | commenti (5)
sociale, attualità

sabato, 14 luglio 2007

DENUNCIA

Ciao a tutti, eccomi di nuovo per denunciare l'ennesimo caso di truffa.
Spero non vi stiate rompendo di questa mia "politica sempre controcorrente", ma è necessario questo genere di comunicazione e informazione di questi tempi.

Questa volta, vi parlo del seguente sito internet: www.nikefactory.cn

Si tratta di un negozio online cinese di vendita per corrispondenza su scala mondiale.
Tratta vari capi e oggetti "originali"quali scarpe, abbigliamento, orologi, ipod ecc...

Del "negozio" sopracitato, ho conosciuta una persona con la quale nel tempo siamo diventate più che conoscenti, nel senso che mi ha confidate le varie metodologie utilizzate per esempio per ricostruire un paio di scarpe "nike" alla perfezione, senza incorrere in problemi legali ecc...

Non avendo mai utilizzato il web per acquisti, ho voluto provare anche io a sperimentare questo nuovo strumento assai utile e conveniente, per imparare e perchè penso che nel futuro tutti gli acquisti avverranno in questo modo.
Nell'ottobre del 2006, ho ordinate qualche paio di scarpe da tennis che speravo arrivassero entro dicembre del 2006 (per il Natale).

Siamo a luglio 2007 e le scarpe non sono mai arrivate.
Ovviamente il pagamento era anticipato.
Ho sollecitato varie volte.
Nel frattempo la persona da me conosciuta si è sposata e ha smesso di lavorare per tale azienda, il che ha comportato una deviazione della comunicazione (tramite msn) con una persona sconosciuta ma molto disponibile...
Il pacco, era segnalato dal corriere come giunto a Roma.
Ho telefonato mille volte alla dogana e nessuno ha mai risposto.
Ho telefonato a più di un numero per esser precisi, ma niente.
Ovviamente il pacco è andato disperso e in tale caso, il negozio prevedeva la rispedizione della merce.

I giorni scorsi, una tale persona di nome Subrina, era online su msn. Appena l'ho avvisata del fatto, mi ha detto di aspettare un secondo e poi si è disconnessa.
Successivamente, ho spedita una mail alla nikefactory, senza ricevere alcuna risposta e a questo punto HO DECISO DI DENUNCIARE TRAMITE IL WEB l'accaduto.
A me non interessa aver perso pochi soldi che non mi cambiano niente, perchè stavo solo provando ed ero a conoscenza dei rischi, ma il sito, presenta un counter che raggiunge quasi 3 MILIONI di visite.
Cerco di evitare che PERSONE PIU' INGENUE DI ME PERDANO I LORO SOLDI con persone che non si fanno scrupoli e incrementano il giro di truffe online che rende illegale e ricco di inconvenienti un business che può essere invece assai efficace e conveniente.

Per fare ciò, ho bisogno di tutti voi.
Se ritenete che ciò che ho scritto abbia un significato, divulgatelo, su ogni sito possibile.
Confido particolarmente nei miei amici, perchè si comincia sempre da loro, e con gli amici dei miei amici, così da ritrovarci tutti nello stesso cerchio alla fine.
Vorrei vedere tale articolo in ogni blog, linkate pure il mio alla fine del post, in modo da indicare la fonte per eventuali contestazioni così sapranno a chi rivolgersi.

Ringrazio tutti coloro che prenderanno seriamente tale post, perchè è tra i più importanti che ho pubblicati sin ora e in particolare, ringrazio chi come me si darà da fare per farlo girare, in modo che giunga sino a quelli della nikefactory.
Non fatevi scrupoli per i mezzi. Io userò anche la mail, non posso chiedervelo, ma ve lo dico.

Vostra
schierata sempre con le minoranze,
Marcella

PoStAtO dA: martik alle 21:51 | link | commenti (9)
internet, attualità, denuncia

sabato, 07 luglio 2007

Grazie ad una amicizia ormai fraterna, posso condividere con tutti voi l'ennesimo caso di "malaumanità". Son stata portata a conoscenza di un accaduto per me e credo anche per tutti voi deplorevole...

“Malaumanità” al Brotzu di Cagliari – giugno 2007 

di S.C. - (NUORO)

 

Era il primo pomeriggio di una giornata particolare, quando chiesi al mio vicino di letto che lavoro facesse. Il sig. Mario (nome di fantasia), illuminandosi, mi rispose:

-“Oggi sono in pensione, ma ho fatto il mestiere più bello al mondo: il postino!”-. 

Con orgoglio, mi ha raccontato del piccolo paese del Cagliaritano in cui lavorava. Lì conosceva tutti e con ognuno di essi è riuscito ad instaurare un rapporto meraviglioso che lo ha incredibilmente arricchito. E’ impensabile che un uomo cresciuto grazie ad un’esperienza così unica e gratificante, di lì a poco né avrebbe vissuta un’altra di segno completamente opposto.

Ricoverati entrambi in una stanzetta dell’Ospedale Brotzu di Cagliari, io per un’operazione al menisco e lui con una gamba in trazione per via di una doppia frattura al piede sinistro, ci ritrovammo, verso le 16:30, a chiedere all’infermiera di turno, per ovvie necessità, il così detto “pappagallo”. Le nostre richieste vennero subito esaudite.

E’ necessario precisare che il sig. Mario è affetto da sclerosi multipla che ne mina ulteriormente la mobilità.

E proprio questa sua scarsa autonomia nei movimenti ha favorito, se non provocato, il ribaltamento del “pappagallo” che ha riversato, inevitabilmente e spiacevolmente, il suo contenuto sulle lenzuola.

Il sig. Mario ha subito avvertito l’infermiera, così da esser accudito e sostenuto come spetterebbe ad un qualsiasi paziente, ma questa, sostenendo che il cambio delle lenzuola non le competeva, gli ha negato la benché minima forma d’aiuto, assicurandogli, però, che avrebbe avvisato gli ausiliari addetti a questo compito.

Fatto sta che il sig. Mario, nonostante abbia continuato a sollecitare, senza sosta, un intervento del personale, è rimasto in quella deplorevole condizione fino al mattino seguente!

Ho ancora impresso nella mente il triste spettacolo avvenuto nel momento in cui quest’uomo è riuscito ad attirare l’attenzione dell’infermiera di turno, alla quale, con grande umiltà e con profonda tristezza, ha detto:

-Signorina, io sono un uomo che non si lamenta mai, mi creda, ma è da ieri sera che sono immerso nella pipì. Mi sento come un maiale! Non ce la faccio più. La prego, faccia qualcosa”.-

Di li a poco è arrivata una squadra di tre ausiliari che ha finalmente provveduto a sostituire le lenzuola (non so in quale condizioni fosse il materasso) e a ripulire il sig. Mario.

La disavventura sembrava terminata lì, ma neanche dopo una mezzora, nel rivoltarsi bruscamente, il mio vicino di letto provocò la fuoriuscita dell’ago collegato alla flebo, che portava sul braccio destro. Il sangue, così, ha cominciato a zampillare copiosamente, bagnando le lenzuola appena cambiate. Mia moglie, che stava entrando nella stanza, richiamò l’attenzione di un’infermiera che passava nel corridoio, ma questa, con atteggiamento seccato, rispose che era impegnata con altri malati. Successivamente sollecitammo l’intervento di un altro infermiere nelle vicinanze, il quale, pochi istanti dopo essersi accostato al letto del signor Mario, sentendo il suo cellulare squillare, si allontanò per rispondere alla chiamata in tutta tranquillità.

Nel frattempo, la prima infermiera alla quale ci eravamo rivolti, forse spinta dal “rumore” che l’accaduto aveva creato anche in presenza di altre persone, ritornò indietro e, sia pur borbottando, tamponò la fuoriuscita di sangue per poi far intervenire gli ausiliari per un nuovo cambio di lenzuola. Così finì questa triste avventura.

Il personale paramedico può avere tutte le ragioni di questo mondo nel rivendicare diritti e sostegno per un lavoro che, purtroppo, viene troppo spesso espletato con scarsità di personale e mezzi. Tuttavia, nessun genere di malumore o, più o meno inconscia, frustrazione per questi disagi, può giustificare e legittimare l’offesa, la denigrazione e l’umiliazione di un essere umano, del suo orgoglio e della sua dignità. Tale comportamento, prima che deontologicamente scorretto, è assolutamente inumano! E’ facile parlare di “terapia dell’ambiente” quando il malato, invece, va incontro a esperienze del genere. Questo modo di relazionarsi rispetto a pazienti che vivono una condizione di disagio e sofferenza, non solo non aiuta a guarire, ma lascia ferite difficilmente curabili, forse ben più profonde di quelle per le quali si viene ricoverati.

E’ pur vero che bisognerebbe anche considerare altre particolari dinamiche politiche, economiche e sociali troppo spesso radici delle agghiaccianti espressioni di “malaumanità” alle quali ho assistito.

La mia breve esperienza in Ospedale è durata solo un giorno. Sono andato via dal Brotzu con il ginocchio ben sistemato, ma con l’animo turbato dalla fondata preoccupazione di essere stato, purtroppo, spettatore non di un episodio isolato ma di una deprecabile routine che, pur nel mio piccolo, ho voluto rendere pubblica sia pure omettendo, per ovvii motivi, alcuni elementi identificativi.

PoStAtO dA: martik alle 20:18 | link | commenti (19)
politica, riflessioni, sardegna, sociale, attualità, denuncia